Linee comuni per le processioni

Dopo il comunicato della CEI del 29 luglio scorso è intervenuto S. E. Mons. Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e presidente della Conferenza Episcopale Campana, riguardo le linee comuni per le processioni da adottare nelle diocesi campane. Sullo stesso tema il nostro vescovo, Francesco Marino, ha scritto un messaggio alla comunità diocesana.

Il messaggio di Mons. Di Donna:

il Comunicato della CEI di ieri, 29 luglio (Prot. N. 528/2021), parla anche delle processioni, concludendo che «per via della varietà di tradizioni e di prassi, non è possibile fornire indicazioni valide e puntuali per tutte le chiese locali». Lo stesso comunicato trasmette in allegato la Circolare ministeriale inerente all’oggetto. In essa si afferma che «il Comitato ebbe a richiamare anche per i riti religiosi che prevedono una processione (…) il rigoroso rispetto delle misure precauzionali al fine di evitare ogni tipo di aggregazione o assembramento dei fedeli» e ad evidenziare come l’applicazione di tali raccomandazioni dovesse «avvenire sotto la diretta responsabilità delle autorità sanitarie, civili e religiose». Ciò premesso, il Comitato ritiene, allo stato, «di dover confermare le indicazioni già fornite per le cerimonie religiose. Per quanto riguarda le processioni, evidenziata la notoria idoneità di tali cerimonie a costituire occasione di propagazione del contagio, il Comitato ritiene che – ferma restando, nella misura del possibile, l’esigenza di evitare assembramenti – non si possa derogare alla rigorosa applicazione delle regole già previste per la circolazione all’aperto».
Pertanto, dal momento che alcuni vescovi hanno chiesto che si adotti una linea unitaria per le diocesi della Campania, ritengo opportuno che, dal momento che da noi l’unica modalità della processione è quella tradizionale, che prevede, di fatto, assembramento di fedeli, sia mantenuta ancora la disposizione vigente che vieta le processioni. A meno che non si voglia seguire una modalità diversa della processione, come previsto dallo stesso Comunicato della CEI (cioè una modalità “a stazioni”, in cui solo un piccolo gruppo percorre il tragitto, mentre i fedeli partecipano ad alcuni tratti dell’itinerario in chiesa o all’aperto). Ma l’attuazione di questa modalità nella nostra Regione mi sembra improbabile. Comunque e sempre, tutto deve avvenire «sotto la diretta responsabilità delle autorità sanitarie (ASL), civili (Sindaco) e religiose».

Il messaggio di Mons. Marino:

Carissimi vi trasmetto le comunicazioni della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana e della Conferenza Episcopale Campana con allegato la Circolare del Ministero dell’Interno. Esse riguardano le linee comuni delle chiese circa le celebrazioni liturgiche e in particolare le processioni tenendo conto dei dispositivi di sicurezza messi in atto nelle circostanze attuali. Vi invito ad attenervi ad esse, tenuto conto nella fase attuale, soprattutto riguardo alle processioni, dell’inopportunità di adottare formule alternative. Pertanto si rende obbligatorio, per qualsiasi dubbio o difficoltà, sottoporre la questione all’Ordinario.

Vi incoraggio a vivere l’essenziale della pietà cristiana e la devozione legata alle nostre feste patronali soprattutto con la preghiera e le opere di carità fraterna, invocando l’amore di Dio e la liberazione definitiva del mondo dal terribile male della pandemia.

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